Punti, solo un miraggio nel deserto

Punti, solo un miraggio nel deserto

April 17, 2017

Dopo le condizioni climatiche della Cina, simili a quelle che si potrebbero trovare in un test invernale in Inghilterra, tutti nel paddock – inclusi noi della Toro Rosso – si sono sentiti felici di atterrare nella calda Manama, capitale del Bahrain.



Rispetto allo scorso anno sembrava fare ancora più caldo: per i nostri ragazzi, impegnati a preparare i garage e montare le due STR12 in appena un paio di giorni dopo la trasferta di Shanghai, c'è stato letteralmente da sudare durante la settimana nel Golfo.


La gara del Bahrain si è svolta sempre qui, fin dal 2004, dunque tutti sanno più o meno cosa aspettarsi, nonostante queste nuove vetture di Formula 1 affrontavano solamente il loro terzo weekend in assoluto. Il paddock del Sakhir è sicuramente uno dei più belli tra quelli che che visitiamo, non è né troppo grande, né troppo piccolo: ci sono poi delle panchette – distanti pochi metri l'una dall'altra - all'ombra delle palme che regalano un bell'effetto, specie quando cala la sera e gli alberi vengono illuminati come fosse Natale!




Gli organizzatori sono molto cordiali ed escono dai loro schemi per mettere tutti a proprio agio, tenendo anche una festa nel paddock il mercoledì sera, a base di delizioso cibo mediorientale. Il Regno del Bahrain è distante circa 6 ore di volo da gran parte dell'Europa e questo consente di avere in pista molti più appassionati rispetto alle prime due tappe di Melbourne e Shanghai: ci si muove a fatica nel paddock tra ex piloti di F1 e altri personaggi legati al motoracing, senza contare gli ospiti divenuti ormai abituali come i reporter televisivi.


La cosa negativa è che la giornata di lavoro in Bahrain risulta molto lunga: a differenza di Singapore, dove la gara è alle 8 della sera e tutti lavorano di notte, mantenendo il fuso orario europeo, il GP del Sakhir e le relative qualifiche prendono il via alle 18. Questo significa che le squadre lavorano nella normale ora locale, dormendo un po' meno del solito.




Nonostante il Bahrain sia la pista dove la Scuderia Toro Rosso ha debuttato in F1 nel 2006, non è mai stata una gara gentile con noi e non ha fatto eccezione domenica, con la zona punti che è stata un miraggio nel deserto. È stato un fine settimana tra alti e bassi, con problemi tecnici che hanno tolto ai nostri piloti del tempo prezioso sul tracciato. Mentre Daniil Kvyat sembrava potesse ancora giocarsela, avendo mancato per poco la decima posizione in griglia, nella serata di sabato, ottenendo alla fine l'undicesimo posto, il suo compagno di squadra – Carlos Sainz – si è dovuto accontentare del sedicesimo posto in Qualifica: lo spagnolo è stato fermato da un problema alla power unit durante la Q2. Un vero peccato, perché stava facendo proprio un bel giro per guadagnarsi un posto nella Q3, invece ha dovuto parcheggiare la sua STR12 a bordo pista.

La gara dello spagnolo non è durata a lungo, messo KO da un incidente con il rookie della Williams, Lance Stroll. Per quanto riguarda Daniil Kvyat, un'escursione fuori pista nel corso del primo giro lo ha fatto scivolare in fondo al gruppo. Il pilota russo non è un tipo che si arrende facilmente e ha intrattenuto la folla esibendosi in duelli vari con altri piloti fino a sotto la bandiera a scacchi, ma in F1 non si assegnano certo dei punti per l'intrattenimento.




Australia, Cina, Bahrain e, tra quindici giorni, in Russia: lentamente, ma inesorabilmente, il calendario ci porta più vicini a casa. Il lavoro rimane lo stesso, indipendentemente dalla distanza da Faenza, ma si riducono tempi di viaggio e jet lag. Nel frattempo, lavoreremo senza sosta per fare in modo che non siano gli unici due vantaggi per la Scuderia Toro Rosso in occasione della prossima gara, che sarà anche il Gran Premio di casa per Kvyat.